Gabriele Romanato

Sono uno Sviluppatore Web Full Stack

Sviluppo applicazioni, e-commerce e siti Web.

Articoli

Linguaggi di programmazione e standard del Web

Domain-Driven Design con Multi-Tenancy in Java Spring Boot

DDD e multi-tenancy non sono in conflitto: anzi, DDD aiuta a mantenere coerenza e chiarezza quando i requisiti di isolamento e variabilità crescono. La chiave è separare bene le responsabilità: dominio pulito e ricco, applicazione che coordina e valida, infrastruttura che applica enforcement non negoziabile (filtri, vincoli, policy DB) e una suite di test che rende l’isolamento un requisito verificabile.

Domain-Driven Design con Multi-Tenancy in Go

Domain-Driven Design e multi-tenancy non sono in conflitto: DDD aiuta a evitare che il tenant diventi una “variabile globale” non controllata. Definendo confini (bounded context), value object per il tenant, repository che impongono lo scope e, dove possibile, RLS nel database, ottieni un sistema più sicuro, coerente e facile da evolvere.

Domain-Driven Design con Multi-Tenancy in Python

Domain-Driven Design e multi-tenancy possono convivere bene se tieni separati i livelli: il dominio rimane focalizzato su invarianti e comportamenti, mentre la multi-tenancy viene applicata tramite contesto applicativo, repository rigorosi e difesa in profondità nel database.

Domain-Driven Design con Multi-Tenancy in Node.js

Con DDD puoi mantenere il dominio pulito, e spostare l’isolamento dove è più efficace: pipeline di richiesta, repository, vincoli DB e processi di integrazione. La chiave è rendere la tenancy un’invariante verificabile: non un accordo implicito tra sviluppatori, ma una proprietà del sistema sostenuta da codice, policy e test.

Torna su