Storia ed evoluzione di Magento

Magento è una piattaforma di e-commerce scritta in PHP che, nel corso di quasi due decenni, è passata dall’essere un progetto nato nell’alveo dell’open source a diventare una componente strategica dell’offerta commerciale di Adobe. La sua evoluzione intreccia due dimensioni: da un lato l’evoluzione tecnica (architettura, prestazioni, sicurezza, integrazioni), dall’altro i passaggi societari (eBay, Permira, Adobe) che ne hanno cambiato posizionamento e priorità. Capire questa storia aiuta a leggere molte scelte odierne: perché certe migrazioni sono state inevitabili, perché il tema “patching” è diventato centrale e perché oggi si parla sempre più di commerce componibile e di front-end disaccoppiati.

1) Le origini: Varien e la scommessa sull’open source (2007–2008)

Lo sviluppo di Magento inizia come iniziativa guidata dal team legato a Varien, con Roy Rubin e Yoav Kutner spesso citati come figure fondatrici. Le ricostruzioni storiche indicano il 2007 come anno di avvio del progetto e il 2008 come anno della prima release “general availability”, cioè la prima versione ritenuta pronta per un uso produttivo su larga scala. In questa fase iniziale l’obiettivo non è costruire soltanto un carrello: l’ambizione è offrire una base flessibile e personalizzabile, capace di sostenere cataloghi complessi, regole promozionali articolate e una gestione multi-store che in quegli anni non era scontata nelle soluzioni “out of the box”.

Due scelte risultano determinanti fin dall’inizio:

  • Estensibilità: Magento viene pensato per essere ampliato e adattato, favorendo la nascita di moduli, temi e integrazioni di terze parti.
  • Distribuzione open source: l’accesso al codice accelera l’adozione e alimenta una community globale che diventa parte integrante dell’innovazione.

Queste caratteristiche rendono Magento particolarmente interessante per agenzie e system integrator, perché permettono di costruire soluzioni su misura senza dover “forzare” una piattaforma rigida. L’effetto collaterale è la crescita della complessità progettuale: più libertà significa anche più responsabilità nell’architettura, nella qualità delle estensioni e nella manutenzione nel tempo.

2) L’era di Magento 1: espansione, specializzazione e nascita dell’ecosistema (2008–2015)

La lunga stagione di Magento 1 coincide con l’esplosione dell’e-commerce moderno. In questo periodo Magento si diffonde come scelta privilegiata per negozi online che vogliono andare oltre le piattaforme “semplici” e puntano su personalizzazione, multi-store, logiche di catalogo complesse, internazionalizzazione e integrazione con sistemi esterni.

Dal punto di vista del prodotto, si consolida una distinzione che segna l’intero decennio successivo:

  • Community Edition (CE): orientata alla diffusione, alla sperimentazione e alla comunità di sviluppatori.
  • Enterprise Edition (EE): orientata a esigenze enterprise, con funzionalità avanzate e un modello di supporto più strutturato.

Parallelamente, nasce un vero “mercato” di competenze: temi grafici, estensioni, hosting specializzati, agenzie verticali, eventi e percorsi di certificazione. È qui che Magento costruisce la sua resilienza: la piattaforma non è più solo software, ma un ecosistema di persone e aziende che investono su strumenti, competenze e processi dedicati.

Tuttavia, proprio l’evoluzione del web inizia a mettere sotto pressione i limiti di una base architetturale nata in un contesto diverso: aumentano le aspettative su performance, sicurezza, automazione dei rilasci, scalabilità orizzontale, integrazione con CDN e strumenti di osservabilità, oltre alla necessità di gestire esperienze omnicanale. Queste spinte, sommate alla crescita dei cataloghi e alle richieste di personalizzazione, preparano il terreno alla “ripiattaformazione” successiva.

3) Il passaggio in eBay e la fase X.Commerce (2010–2015)

Tra 2010 e 2011, Magento entra nell’orbita di eBay. eBay comunica di aver acquisito una partecipazione di minoranza nel 2010 e, nel 2011, annuncia l’accordo per acquisire Magento completamente. Le comunicazioni ufficiali di eBay Investor Relations descrivono Magento come piattaforma open source leader e inquadrano l’operazione come parte di una strategia più ampia per il commercio digitale e l’ecosistema di servizi collegati.

Questa fase è importante per almeno due motivi:

  • Industrializzazione: l’ingresso in un grande gruppo spinge su processi, roadmap e posizionamento più “corporate”.
  • Visione di piattaforma: si diffonde l’idea che e-commerce, pagamenti, fulfillment e servizi per merchant debbano convergere in un ecosistema integrato.

Nel 2015 avviene un nuovo cambiamento: comunicazioni di Permira indicano che Magento Commerce viene acquisita dai fondi Permira da eBay Inc. (nell’ambito della riorganizzazione e della vendita di divisioni di eBay Enterprise). È un passaggio che prepara il rilancio: l’obiettivo è far crescere la piattaforma in un mercato ormai maturo, dove la differenza non la fanno solo le funzionalità core, ma la capacità di integrarsi con l’intera catena digitale.

4) Il salto di architettura: Magento 2 come riprogettazione completa (dal 2015)

Il rilascio di Magento 2 segna una svolta: non si tratta di un aggiornamento incrementale, ma di un cambiamento strutturale. Fonti del settore collocano la prima release stabile (2.0) nel novembre 2015. L’obiettivo dichiarato, in termini pratici, è affrontare problemi maturati negli anni: performance, scalabilità, qualità del front-end amministrativo, modernizzazione degli strumenti di sviluppo e una base più adatta a rilasci frequenti e a un ecosistema di estensioni più robusto.

Nella pratica, Magento 2 introduce un nuovo equilibrio fra flessibilità e disciplina architetturale. Aumenta la spinta verso:

  • Modularità più rigorosa, per isolare componenti e ridurre conflitti tra personalizzazioni.
  • Gestione delle dipendenze e pacchettizzazione più aderente alle pratiche moderne, per aggiornamenti e manutenzione più prevedibili.
  • Miglioramenti su caching, indicizzazione e gestione catalogo, per sostenere volumi e complessità maggiori.

La migrazione da Magento 1 a Magento 2, però, diventa un progetto in sé: richiede valutazione delle estensioni, refactoring di personalizzazioni, riprogettazione del tema e spesso reingegnerizzazione delle integrazioni. Questo spiega perché molte aziende abbiano affrontato la transizione a tappe, e perché l’ecosistema di partner e tool di migrazione abbia avuto un ruolo cruciale nell’adozione.

5) 2018: Adobe acquisisce Magento e nasce Adobe Commerce

Il 21 maggio 2018 Adobe annuncia di aver raggiunto un accordo per acquisire Magento Commerce per 1,68 miliardi di dollari. Nel comunicato ufficiale, Adobe presenta Magento come piattaforma commerce “market-leading” e sottolinea che l’operazione mira a integrare il commercio all’interno di Adobe Experience Cloud, con l’obiettivo di offrire un’esperienza digitale end-to-end: contenuti, dati, marketing, personalizzazione e transazione in un unico ecosistema.

Da questo momento in poi si consolida una distinzione che diventa centrale nel linguaggio di prodotto:

  • Adobe Commerce: la versione commerciale, con servizi e funzionalità pensate per il segmento enterprise e per integrazioni profonde con l’ecosistema Adobe.
  • Magento Open Source: la linea open source, che continua a esistere e a ricevere rilasci, mantenendo un ruolo di riferimento per molte aziende e per la community.

In altre parole, Magento non è più soltanto “una piattaforma e-commerce”: entra in un disegno più ampio di customer experience, dove la transazione è uno dei momenti del percorso, e la differenza competitiva passa anche da contenuti, segmentazione, personalizzazione e misurazione avanzata.

6) Dal classico “tema + backend” a un commerce più componibile

Negli anni successivi al 2018, l’e-commerce si sposta progressivamente verso architetture più componibili: API, servizi specializzati, motori di ricerca dedicati, strumenti di personalizzazione e marketing integrati, front-end disaccoppiati. Magento/Adobe Commerce segue questa direzione con un’attenzione crescente a scenari:

  • API-first, per connettere canali e sistemi esterni (PIM, ERP, OMS, CRM, marketplace).
  • Headless commerce, in cui il front-end (web, app, kiosk, canali emergenti) consuma servizi di commercio senza essere vincolato al rendering “tradizionale”.
  • PWA, per avvicinare l’esperienza mobile a prestazioni e UX tipiche delle app, riducendo attriti nel percorso di acquisto.

Questa traiettoria risponde a una realtà pratica: i merchant non competono più soltanto su prezzo e catalogo, ma su velocità, personalizzazione e coerenza dell’esperienza su più touchpoint. In questo scenario, il commerce diventa un componente di un sistema più grande, non un silo.

7) La linea 2.4.x: manutenzione continua, sicurezza e compatibilità di piattaforma

Con la maturità del prodotto, la “qualità operativa” diventa un asse fondamentale. La linea 2.4.x è caratterizzata da rilasci regolari, patch e security release che riflettono due esigenze: protezione da vulnerabilità sempre più frequenti e aggiornamento dello stack tecnologico (versioni di PHP, motori di ricerca, cache, database) per restare allineati a best practice e cicli di vita dei componenti infrastrutturali.

La documentazione Adobe mette a disposizione pagine specifiche per:

  • Elenco delle versioni rilasciate, con date di release per minor version e patch.
  • Lifecycle policy, con fine del supporto regolare ed eventuale supporto esteso per alcune linee.

Alcuni esempi (indicazioni ufficiali di lifecycle):

  • Adobe Commerce 2.4.7: disponibilità generale il 9 aprile 2024, fine supporto regolare il 9 aprile 2027.
  • Adobe Commerce 2.4.8: disponibilità generale l’8 aprile 2025, fine supporto regolare l’11 aprile 2028.

Le release note recenti evidenziano inoltre l’attenzione alle dipendenze: per Adobe Commerce 2.4.7 è indicata la compatibilità con PHP 8.3, con una raccomandazione esplicita a migrare a PHP 8.3 dopo la fine del ciclo di servizio di PHP 8.2 (dicembre 2025). Le note di Magento Open Source 2.4.7, a loro volta, mettono in risalto aggiornamenti di componenti infrastrutturali (ad esempio compatibilità con Varnish Cache 7.4 e con versioni moderne dei motori di ricerca), oltre a cambiamenti su librerie e su integrazioni di spedizione come la migrazione delle API UPS verso modelli più moderni basati su OAuth.

8) La sicurezza come disciplina operativa, non come “progetto una tantum”

Con l’aumento delle superfici d’attacco e la diffusione di campagne automatizzate, la sicurezza in ambito e-commerce è diventata una disciplina continua. In questo contesto, per Magento/Adobe Commerce il tema delle patch non è accessorio: è parte del ritmo operativo. La presenza di note dedicate alle security release e di una pubblicazione regolare di patch per più linee di versione indica un approccio strutturato, che però richiede governance anche lato merchant: monitoraggio, aggiornamenti, test di regressione, revisione delle estensioni e procedure di emergenza.

In altre parole, l’evoluzione di Magento non è soltanto “più funzionalità”, ma anche “più processo”: l’e-commerce moderno premia chi sa mantenere l’infrastruttura allineata, minimizzare finestre di esposizione e reagire in modo rapido quando emergono vulnerabilità critiche.

9) Perché Magento è rimasto rilevante

Nonostante la concorrenza di piattaforme SaaS e l’emergere di approcci diversi (microservizi, composable commerce, soluzioni headless pure), Magento è rimasto un riferimento per molti progetti, soprattutto quando servono controllo e personalizzazione. Le ragioni principali sono:

  1. Ecosistema: una rete globale di partner, estensioni e competenze difficilmente replicabile.
  2. Flessibilità: capacità di gestire casi d’uso complessi (multi-store, multi-currency, pricing avanzato, B2B, cataloghi ampi).
  3. Percorso enterprise: l’integrazione in Adobe Experience Cloud rafforza l’offerta per aziende che vogliono unire contenuto, dati e transazione.
  4. Evoluzione continua dello stack: aggiornamenti frequenti per restare compatibili con componenti moderni e con i cicli di vita ufficiali delle dipendenze.

10) Conclusione: un’evoluzione che continua tra open source ed enterprise

Magento rappresenta un caso emblematico: un progetto nato nell’open source che ha attraversato acquisizioni e trasformazioni senza perdere del tutto la sua doppia anima. Da un lato, l’edizione open continua a sostenere una community ampia; dall’altro, l’offerta Adobe Commerce si integra in una strategia di customer experience più vasta. Il filo rosso che unisce le diverse fasi è chiaro: estensibilità e personalizzazione restano al centro, ma oggi sono accompagnate da un focus sempre più forte su sicurezza, manutenzione e integrazione con un ecosistema di servizi che va ben oltre il “negozio online” tradizionale.

Riferimenti essenziali

  • Comunicazione ufficiale Adobe sull’acquisizione di Magento Commerce (21 maggio 2018).
  • Comunicazioni eBay Investor Relations sull’acquisizione di Magento (2011).
  • Comunicazione Permira sulla proprietà (acquisizione da eBay nel 2015) e sulla vendita a Adobe (2018).
  • Documentazione Adobe Commerce: pagine “Released versions”, “Software lifecycle policy”, release note Adobe Commerce 2.4.7 e Magento Open Source 2.4.7.
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