Il recente fenomeno del 21 dicembre 2012 ha riportato d’attualità un concetto psichiatrico d’indubbio interesse, ovvero la ricezione da parte delle masse delle profezie. Esiste infatti un complesso di Cassandra legato, come si legge, alle preoccupazioni per l’avverarsi di previsioni che appaiono più che plausibili. Ma si può parlare di questo complesso quando ci si accosta al fenomeno del 21 dicembre 2012?

La definizione del complesso parte dal mito classico:

The Cassandra metaphor (variously labelled the Cassandra ‘syndrome’, ‘complex’, ‘phenomenon’, ‘predicament’, ‘dilemma’, or ‘curse’) occurs when valid warnings or concerns are dismissed or disbelieved.

The term originates in Greek mythology. Cassandra was a daughter of Priam, the King of Troy. Struck by her beauty, Apollo provided her with the gift of prophecy, but when Cassandra refused Apollo’s romantic advances, he placed a curse ensuring that nobody would believe her warnings. Cassandra was left with the knowledge of future events, but could neither alter these events nor convince others of the validity of her predictions.

The metaphor has been applied in a variety of contexts such as psychology, environmentalism, politics, science, cinema, the corporate world, and in philosophy, and has been in circulation since at least 1949 when French philosopher Gaston Bachelard coined the term ‘Cassandra Complex’ to refer to a belief that things could be known in advance.

Il dato sostanziale del mito greco è che Cassandra sapeva per certo che le sue predizioni si sarebbero avverate in quanto il suo dono era di origine divina, aspetto fondamentale da tenere presente quando ci si accosta a questa tematica nell’antichità classica.

Se si pensa che per i Greci il concetto di destino era qualcosa di impossibile da modificare per un personaggio dell’epos (si pensi ad Eracle ed alla sua scelta), si capisce come sulle profezie di Cassandra pesasse la certezza della loro veridicità. Ma (e qui nasce il dissidio) esse non venivano né ascoltate né tantomeno credute.

In psicologia il mito viene interpretato come segue:

The Cassandra metaphor is applied by some psychologists to individuals who experience physical and emotional suffering as a result of distressing personal perceptions, and who are disbelieved when they attempt to share the cause of their suffering with others.

Se pensiamo che il fenomeno del 2012 (in senso nefasto) nasce dalle idee di Nancy Lieder, una donna del Wisconsin che introdusse l’ipotesi della collisione con un pianeta chiamato Nibiru, non possiamo non trovare dei collegamenti con l’interpretazione psicologica del mito.

Su Nancy Lieder Wikipedia scrive:

The idea of the Nibiru encounter originated with Nancy Lieder, a Wisconsin woman who claims that as a girl she was contacted by gray extraterrestrials called Zetas, who implanted a communications device in her brain. In 1995, she founded the website ZetaTalk to disseminate her ideas. Lieder first came to public attention on Internet newsgroups during the build-up to Comet Hale–Bopp’s 1997 perihelion. She stated, claiming to speak as the Zetas, that “The Hale-Bopp comet does not exist. It is a fraud, perpetrated by those who would have the teeming masses quiescent until it is too late. Hale-Bopp is nothing more than a distant star, and will draw no closer.” She claimed that the Hale-Bopp story was manufactured to distract people from the imminent arrival of a large planetary object, “Planet X”, which would soon pass by Earth and destroy civilization. After Hale-Bopp’s perihelion revealed it as one of the brightest and longest-observed comets of the last century, Lieder removed the first two sentences of her initial statement from her site, though they can still be found in Google’s archives. Her claims eventually made the New York Times.

L’idea della fine del mondo è un’emozione ed un pensiero annichilente. Per superare l’angoscia molto spesso si può arrivare a concepire teorie su complotti volti a nascondere la verità su quello che per il soggetto è una verità certa.

Si tratta a tutti gli effetti di un’idea ossessiva. Fino a che punto tale idea sconfini nella paranoia non è stato ancora definito con certezza. Tuttavia l’attività di propaganda e di informazione svolta dal soggetto per far conoscere la sua verità potrebbe far pensare ad un tentativo di combattere l’ansia.

La propaganda attecchisce in una data misura perché tutte le profezie in fondo si basano sul concetto di probabilità. Per quanto assurdo possa sembrare, le persone sono vittime del calcolo delle probabilità tutti i giorni (si pensi alle lotterie o al gioco del Lotto): sebbene vincere al SuperEnalotto sia scarsamente probabile, le persone che tentano la sorte, anche con accanimento, sono numerosissime.

In breve: anche se un evento ha scarse probabilità di realizzarsi, le persone in genere tendono sempre a considerarlo possibile in quanto ignorano le leggi alla base del calcolo delle probabilità e della statistica.

Si tratta di un’illusione di massa che, come nel caso del fenomeno del 21 dicembre 2012, può anche avere contraccolpi negativi.